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Advermovie: Lo spot d'autore che diventa virale

Come si evolve l'advertising video?

Il web sta intaccando profondamente il modo di percepire, e quindi di realizzare l'adv video.

Ad esempio gli spazi pubblicitari sono aperti, e la durata di uno spot non è più obbligata a 20 - 30 secondi.

Inoltre esistono differenti livelli di attenzione sul web:

si va dallo skip frenetico delle Ad pre-video su Youtube, fino al 100% dell'attenzione che si dedica ad un virale, poichè è stato appena condiviso su facebook dal proprio amico d'infanzia.

Si aprono quindi nuovi paradigmi, nuove modalità di inventare l'adv video.

Modalità che sfruttano questa ritrovata attenzione, e abbandonano i dogmi dell'attirare lo sguardo e del non far cambiare canale, e rendono la pubblicità un pochino più gradevole, più spettacolare e anche più utile.

Di una categoria, ultimamente, mi sento particolarmente fanatico: è quella dello Spot d'Autore.

Non è facilissimo definire questa branca, anche perchè è un'etichetta che viene applicata a spot che, spesso, sono molto diversi tra di loro.

Vediamo di partire dagli inizi:

Ridley Scott e il suo spot per il lancio del Macintosh: Apple (1984)

Nello storico spot di Apple, seppur in maniera estremamente didascalica, si assapora già un'atmosfera tipicamente cinematografica, diversa da qualsiasi altro spot.

Infatti quando parlo di Spot d'Autore mi riferisco soprattutto al concetto cinematografico dell'accezione "d'Autore", quel genere di cinema che, se così possiamo definirlo, rientra nella definizione di opera d'arte.

Balziamo ai giorni nostri: se googlate "pubblicità d'autore", avrete come risultati dei prodotti di registi più o meno acclamati dalla critica, che realizzano una pubblicità televisiva per una qualche grossa azienda.

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